Chi sono (in 60/600 parole)

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Dopo la laurea e il dottorato in filosofia il mio percorso professionale è stato all’insegna del giornalismo, prima in redazione e ora come responsabile della comunicazione dei fisiatri italiani e del Meeting di Rimini. Negli ultimi anni ho scelto di dare una configurazione “social” e digitale alla mia professione. Sono sposato, ho tre figli. La mia passione? Soprattutto la musica.

 

…in 600 parole

Dal giornalismo alla comunicazione digitale, passando per il sociale. Percorso strano, non trovate?

Ma partiamo dall’inizio. Sono nato nel 1963 a Bassano del Grappa, terzo di sei figli. Dopo il liceo classico mi son iscritto al corso di laurea in filosofia dell’Università di Padova. Per alcuni anni mi sono dedicato a Martin Lutero, sempre sotto la prospettiva filosofica, prima con la tesi di laurea, poi con il dottorato. Durante gli studi universitari ho trascorso un anno nell’Università di Eichstätt, in Germania. Il programma Erasmus era ai primi passi, e così sono stato il primo laureato “erasmiano” dell’Università di Padova.

Durante l’Università ho coltivato anche la passione per la musica, diplomandomi in Organo e composizione organistica al Conservatorio di Padova. Poi, all’inizio degli anni Novanta ho iniziato la collaborazione giornalistica, e anche qualche sostituzione estiva, con Il Gazzettino di Padova. Che in pratica significava scrivere articoli, impaginare a video, titolare, correggere bozze. E fare tanti turni notturni: in redazione ero l’unico che li amava.

Nel 1991 mi sono sposato con Ione ♥. Abbiamo tre figli: Federico (1992), Stefano (1994) e Nicola (1997). Nel frattempo ho cominciato ad occuparmi di uffici stampa, prima con il Comune di Padova, poi con Dieffe e varie realtà aziendali e sociali.

Il sociale, appunto. Per me significa aver progettato, realizzato e comunicato oltre 200 eventi culturali, tra i quali quelli promossi dell’Associazione culturale Rosmini di cui sono socio fondatore. Poi grandi eventi come la Cena di Santa Lucia, dal 2002 il maggiore evento charity natalizio del Veneto, con oltre 1000 partecipanti. E aver dato supporto organizzativo e di comunicazione a organizzazioni come il Forum permanente del Terzo Settore del Veneto.

Ma soprattutto con Officina Giotto, il consorzio noto per le sue attività lavorative nel carcere di Padova, ho scoperto che il sociale è un laboratorio avanzato di comunicazione, anche se non sono poi molti a pensarla così. Parliamo di un contesto in cui panettoni artigianali al top del nostro paese vengono realizzati da detenuti, in cui altri carcerati fanno consulenza telefonica per aziende tecnologiche di punta e la recidiva si abbatte praticamente del tutto.

Parliamo di una realtà che comunica dialogando con i grandi network televisivi internazionali, vende i suoi prodotti via e-commerce, pianifica campagne di marketing digitali e si racconta sui social media. Qui io imparo che comunica chi ha un’identità (che nasce sempre da una storia), chi sa raccontare le persone e le loro storie – perché i volti sono importanti – chi ha il gusto dell’imprenditorialità, sa fare tante cose ma soprattutto ama farle bene e concepisce il sociale come legato a doppio filo con il lavoro. Un’impostazione aziendale che si sposa perfettamente con i new media.

Altro? Gestisco alcuni siti internet tra i quali rosminipadova.it e curo alcuni blog tra i quali quello del filosofo, e grande amico, Massimo Borghesi. Nel 2014 ho creato l’account Twitter @centriculturali che attualmente ha circa 1700 followers e oltre 11mila tweet. E soprattutto ogni anno in agosto gestisco per una settimana una redazione di 15 persone – pochissimi i giornalisti – che cura i comunicati stampa di una manifestazione con 700mila presenze, il Meeting di Rimini. Si lavora insieme una settimana e poi non ci si perde più di vista, complici i social, vero @mgraziadago?

Last but not least, per 32 anni ho diretto un coro polifonico, naturalmente digitalizzando spartiti e file audio. Ma comunicare in fondo non è accordare tante voci diverse secondo un solo spartito?

Così si arriva all’oggi e alla nascita di questo blog, in cui mettere a frutto incontri ed esperienze, ascoltando e dando spazio a tante voci. Perché c’è gloria per… chi?

 

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