Semplice solo in apparenza. I segreti di Instagram raccontati da Thomas Bandini

Instagram in questo ultimo anno è il social media che è cresciuto più di tutti gli altri, sia in termini di utenti sia come interazioni. Un social estremamente semplice, in apparenza: tante immagini, tanti hashtag e poco altro. In realtà, uno strumento che può avere enormi potenzialità in tanti settori (non in tutti) ma che per essere usato richiede un approccio e delle avvertenze particolari. Ecco qualche piccolo trucco nel video che abbiamo registrato al Web Marketing festival.

Da sempre affascinato dal mondo-web, Thomas Bandini (www.thomasbandini.it) alcuni anni fa decide di partecipare a un corso base di HTML e questo gli permette non solo di usare il web ma di “creare il web”. Dall’HTML arriva ai linguaggi di programmazione e database, poi inizia a conquistare i primi clienti iniziando a mettere in pratica tutte le nozioni apprese e i mille manuali letti. Lavora per oltre dieci anni in agenzie di comunicazione come responsabile web (ultima agenzia Menabó), finchè nel 2011 decide di fare il grande passo: diventare un freelance per gestire i lavori e il cliente in un modo diverso e migliore.

Live streaming: solo partite in tv? Tony Meraglia spiega come usarlo per il business

Live streaming? Non serve solo per vedersi partite e film “aggratis”, ma è anche una potente arma al servizio del business. In questo video Antonio Michele Meraglia, per tutti Tony, ci spiega come usarlo per acquisire nuovi lead e proporre prodotti e servizi. Meraglia cita il caso di uno studio legale di Bologna che con il live streaming ha potuto entrare in connessione con persone di tutta Italia, raggiungendo clienti che altrimenti non avrebbe potuto contattare.

Antonio Michele Meraglia (@concentratore) fonda nel 1998 la web agency Altavista. Oggi gestisce clienti in tutta Italia, con due sedi operative a Firenze e a Cagliari. Le competenze del team di lavoro spaziano dalla grafica allo sviluppo di applicativi web, dal Search Engine alla gestione di campagne in Facebook e Google ed e-mail marketing. È titolare anche di Stravideo, Cloud Video Service specializzato in Live Streaming, Webinar e registrazione video per eventi formativi. «L’esperienza maturata nel settore delle produzioni video», racconta, «è stata determinante per la realizzazione di questo nuovo progetto basato sulla creazione di prodotti video in qualità HD ed UtraHD per corsi, convegni e meeting».

Giubertoni: social media monitoring, ecco come intercettare ciò che si dice di voi

Il social media monitoring semantico è quella particolare area del social media monitoring che indaga le inferenze profonde di comunicazione. Detto in altri termini, si tratta delle comunicazioni che non sono rivolte direttamente a noi come società o come brand ma di quelle, che spesso tendono a sfuggire, che si instaurano tra utenti e che non necessariamente citano esplicitamente il brand. Intercettare i termini che le persone utilizzano e i loro stati d’animo ci aiuta a identificare i problemi che i clienti non hanno saputo o voluto esplicitare. Un’attività, il social media monitorinig, che a livelli di profondità diversi è accessibile a tutti, anche a chi ha attività medio-piccole. Ce na ha parlato uno specialista come Enrico Giubertoni al Web Marketing Festival.

Nella sua attività professionale di consulente, di docente e di coach, Enrico Giubertoni (@buzzes) aiuta manager, in particolare delle imprese operanti nella Cosmesi, Hair, Beauty, Farmacosmesi, ad incrementare l’efficacia delle strategie di marketing attraverso i canali digital & social, con un’attenzione particolare al presidio dell’online reputation e del monitoring. Le aree di consulenza in cui opera sono il Social Media Training (è docente in Master e in scuole di formazione aziendale), il Social Media Coaching. Ha anche un’intensa attività come speaker, giornalista e blogger.

Vernelli: la rivoluzione digitale, occasione per ripensare la professionalità del giornalista

Ecco le dichiarazioni che Francesco Vernelli, consulente di comunicazione, ci ha fatto al termine del suo intervento al Web Marketing Festival, venerdì 8 luglio 2016. Un approccio originale il suo: Vernelli paragona il giornalista digitale all’azienda che deve vendere e distribuire i propri prodotti, con i lettori nel ruolo dei clienti/acquirenti.

In questo quadro il giornalista non deve limitarsi a vendere, ma deve diventare soggetto attivo nel diffondere e condividere contenuti, una capacità peraltro che dovrebbe essere già presente nel suo dna. Non solo proporre contenuti, quindi, ma orientare le persone nella scelta dei contenuti.

Francesco Vernelli si occupa di comunicazione e soprattutto di comunicazione sul web. Supporta coloro che vogliono raggiungere questo obiettivo delineando insieme le strategie, scegliendo gli strumenti più efficaci, verificando il lavoro svolto attraverso la gestione di uno spazio web professionale, la presenza sui social media e la costruzione della reputazione on line nel suo complesso.

 

A caccia di notizie sulle piattaforme social. Antonio Rossano al Web Marketing Festival

Il giornalismo digitale? Un puzzle molto complesso. Oggi infatti le notizie si leggono sempre meno sui giornali cartacei, e neppure molto sui siti delle testate giornalistiche. È sulle piattaforme social soprattutto che i lettori cercano le ultime novità: su Facebook, Twitter, Instagram, addirittura Snapchat.

Una rivoluzione neanche tanto strisciante di cui Antonio Rossano ha parlato venerdì 8 luglio al Web Marketing festival di Rimini. In questo video ci racconta i passaggi salienti della sua relazione, alla ricerca di regole chiare per la distribuzione algoritmica delle informazioni.

Antonio Rossano, giornalista ed esperto di comunicazione, collabora con testate, enti e siti, tra cui Espresso, Repubblica, Regione Ticino, LSDI. Nel 2011 ha realizzato il primo laboratorio di giornalismo partecipativo dell’Università Federico II di Napoli, in collaborazione con la redazione napoletana di Repubblica e in qualità di presidente dell’Associazione Pulitzer. Nel 2010 ha fondato Youcapital, prima piattaforma italiana di crowdfunding per progetti di giornalismo e comunicazione.

A che punto è LinkedIn in Italia? Intervista con Mirko Saini

Non si definirebbe mai “LinkedIn evangelist”, perché pensando agli imprenditori, e soprattutto a quelli del bresciano che è la sua zona, sa che non verrebbe preso molto sul serio. Eppure oggi Mirko Saini, 43 anni, 4 figli e la passione del rugby nel sangue, è uno dei più conosciuti e apprezzati formatori LinkedIn del nostro paese.

Il suo blog LinkedInCaffè, puntualmente replicato su Pulse, è seguito da migliaia di persone, anche perché la strategia di Mirko è un misto di competenza e generosità: distribuisce liberamente contenuti ad alto valore aggiunto, ben sapendo che è il modo più efficace per creare follower affezionati, e risponde tendenzialmente a ogni richiesta del suo pubblico (non approfittatevi, però!). Una strategia che personalmente trovo vincente, in perfetto “c’è gloria per tutti”-style.

Con Mirko abbiamo fatto il punto sullo stato dell’arte della diffusione di LinkedIn in Italia, in un momento di grande e disordinata crescita di questa rete professionale. Quello infatti che fino a ieri mattina era un ristretto club di stimati professionisti si è aperto a nuove figure, non tutte con il dress code suggerito dalla real casa, e più di una con vizietti facebookiani e relativi gattini, tramonti, selfie e chiacchere da bar. Cose che su LinkedIn non si fanno, non sta bene: diciamolo chiaro e tondo.

Mirko però non si scompone e da buono strategist vede in questa invasione (barbarica?) un’opportunità, non un problema. Soprattutto per le piccole e medie aziende. E ci spiega il perché in questa intervista.

Ristorazione è web, web è ristorazione

Ristorazione è web, web è ristorazione. Non si scappa. Una ricerca del CAT (Centro di Assistenza Tecnica alle Imprese) di Confesercenti Emilia Romagna (http://www.catconfesercenti.it/) in occasione del #bewizard 2016 dimostra una volta di più che il binomio è inscindibile. E che gli italiani ormai per quanto riguarda il ristorante da scegliere e da prenotare sono diventati 100% digital. Ecco una breve dichiarazione di Marco Pasi di Confesercenti Emilia Romagna, promotore della ricerca, e quattro slide della sua relazione.