Eccellenze in digitale, i peccati veniali di Sua Maestà Google

Ottantanove video online per 23 badge, uno per argomento affrontato. Ho voluto provare a percorrere, video dopo video, il percorso di formazione Made in Italy – Eccellenze in digitale (nell’immagine un’infografica del corso) promosso per il nostro paese da Google all’interno di quello che la stessa casa di Mountain View definisce “un portale per lo sviluppo di competenze nell’ambito del marketing digitale”.

Bene, dopo aver condiviso su tutti i social possibili l’attestato rilasciatomi da Sua Maestà Il Motore Di Ricerca, eccovi una recensione su questo corso online gratuito. Sì, perché comunque tutti i contenuti proposti nel percorso sono a disposizione – caso praticamente unico – di chiunque. E che genere di contenuti? Google non ci fa mancare niente. Nei 23 badge siamo accompagnati passo dopo passo a costruire la nostra presenza in rete, usare in modo smaliziato i motori di ricerca, approfondire i concetti basilari di SEO e SEM, familiarizzare con Google Analytics e altri strumenti di analisi, ma anche a sviluppare iniziative di marketing locali, scoprire le opportunità del mobile e ancora usare la pubblicità display, darci una strategia video, creare un negozio online…

La panoramica – non c’è dubbio – è completa, gli argomenti sono proposti con un linguaggio piano ma non banale da speaker professionali e quello che si porta a casa è qualcosa in più di una semplice panoramica. Certo, dopo l’ottantanovesimo video non potrete iniziare a pianificare campagne AdWords o progettare un e-commerce, ma avrete tutti gli strumenti per approfondire consapevolmente l’argomento di vostro interesse.

Condivisibile anche la scelta di posizionarsi nell’ottica di piccole attività imprenditoriali. Gli esempi riguardano tutti le classiche pmi italiane o imprese commerciali di ridotte dimensioni. Si parla di parrucchieri, titolari di negozi di dischi vintage, venditori di mobili antichi. Chiaro il messaggio. Il web marketing non è roba da gente danarosa, con pochi soldi e tanto cervello chiunque può potenziare digitalmente anche un’attività che ha come raggio il proprio quartiere, salvo fare il grande salto e pensare di proporre – è il contenuto di una delle ultime lezioni – i propri dischi vintage anche in altri paesi europei.

Sua Maestà, come conviene ai sovrani che vogliono darsi almeno una patina di democraticità, appare magnanimo con i concorrenti. Piattaforme e software di altre case, da Bing (e relativo Ads) a Criteo, da Facebook e social vari a Hootsuite o Buffer.com, vengono citati più volte con correttezza. Onore alle larghe vedute di Google, quindi.

E i difetti? Naturalmente qualche peccatuccio (veniale) c’è, anche se non tale da inficiare la bontà complessiva della proposta. Praticamente in ogni lezione sono infatti citati e visualizzati i casi di aziende italiane che grazie al web marketing hanno fatto un salto di qualità. Peccato che le aziende citate alla fine siano solo tre, con relativi testimonial: Filippo titolare di Berto salotti, Giorgio di Lux Made In, azienda che realizza gioielli, orologi e accessori, e il produttore di panettoni Dario Loison. Non tre mostri di simpatia detto tra noi, soprattutto l’ultimo, ma qui devo confessare che mi trovo in conflitto di interessi, lavorando per la concorrenza (cioè i meravigliosi panettoni artigianali Giotto, provateli!).

Sempre le stesse aziende, e passi, ma anche – e questo è meno perdonabile – sempre le stesse inquadrature. Giorgio di Lux Made In che si mette in posa di fronte a un’antica fontana di Roma ormai ci esce dagli occhi e possiamo dire di aver familiarizzato a sufficienza con lo staff dirigenziale di Berto Salotti, ma tant’è. Il sovrano sarà magnanimo, ma pure un po’ tirchio, qualche ripresa in più ce la poteva regalare.

Tutto però in questo percorso è ispirato a un’atmosfera minimal, compreso l’arredamento dell’ambiente in cui parlano gli speaker, in puro stile Ikea, e il disastroso abbigliamento dei lettori, con quelle camice e magliette dai colori uniformi e improbabili. Forse per questioni di family feeling, adeguandoli anche visivamente a parallele edizioni in altre lingue e destinate ad altri paesi? Di certo non si respira un’aria Made in Italy con la grafica, peraltro ottima, questa sì allegra e intuitiva, ma che supponiamo essere la medesima per le varie edizioni estere del corso, visto che quando si parla di Milano, Napoli e Venezia balzano fuori icone generiche e per nulla pertinenti.

Anche le domande dei quiz, a volerla dire tutta, a volte sono un po’ banali oppure opinabili. Di fronte alla domanda “Vero o falso: è impossibile prevedere ciò che gli acquirenti online potrebbero voler acquistare” si intuisce che si parla di retargeting, e che quindi una certa possibilità di azzeccare le previsioni c’è, ma in senso assoluto la certezza delle scelte del cliente (grazie a Dio) nessuno strumento te la dà. Per ora.

Piccoli difetti di un corso consigliabile da tutti i punti di vista, si diceva. E se gli antichi amavano ricordare che ogni tanto anche Omero sonnecchia, volete che non permettiamo a Sua Maestà di farsi una pennichella ogni tanto?

4 thoughts on “Eccellenze in digitale, i peccati veniali di Sua Maestà Google

  1. avevo iniziato il corso.
    ho voluto avere qualche parere in piu’ sull’argomento.
    Qui il parere, pare proprio pari all’eccellenza.
    vado avanti.
    mi auspico l’imparzialità del giudizio!

  2. A me piace il corso, anche se ha dei difetti che dici, ogni argomento è molto chiaro, sono negli ultimi video, non vedo l’ora di finire 🙂

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