Be-Wizard 2016, un’alleanza tra macchine e uomini

Be Wizard 2016, si esordisce come da tradizione con effetti speciali con le scimmie di 2001 Odissea nello spazio e un Paolo Zanzottera sempre pronto a stupire con effetti speciali, questa volta con una maschera da scimmione, omaggio a Kubrick. Dati e persone, persone e dati. Su questi due poli si giocherà il BeWizard 2016. Se l’anno scorso la parola d’ordine era Be Human, quindi sii umano, o almeno fai in modo di sembrarlo, anche quando ti esprimi digitalmente, quest’anno invece si parla di automazione. «I sistemi di Digital Marketing Automation», annunciava già da settimane il sito della manifestazione, «permettono di risparmiare tempo ed energie proprio perché creati sull’esperienza dell’utente. La macchina solleva l’uomo dal lavoro più ripetitivo permettendo di concentrare gli sforzi sul pensiero strategico».

Quindi alla macchina il lavoro della macchina, all’uomo il suo lavoro. Cioè quale? «Le persone devono gestire il dato in modo strategico cercando di ottenerne le proprietà, stabilirne i contenuti e sfruttarne le disponibilità», spiega Zanzottera. Perché le macchine sono monotone e ripetitive, le persone sono creative. «Il problema», aggiunge il brillante relatore, «è che quando le macchine lavorano pensiamo che tutto funzionerà in automatico». Errore gravissimo. Perché fare strategie di marketing digitale non è come fare il risotto col Bimby, metti gli ingredienti e premi un pulsante. Sui dati si lavora con tecnica, analisi, creatività, psicologia.

E quindi dietro ogni dato c’è una persona giusta da incontrare, dietro un’elaborazione un messaggio da decodificare e rilanciare, dietro ogni trasmissione di dati c’è un messaggio da cogliere. Roba da big company? No, anche per l’albergo a tre stelle, già pensione, della riviera romagnola. E dove non c’è il budget, ci si mette più cervello.

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